Insufficienza Venosa Cronica (IVC)
Sindrome Ansiosa Depressiva (SAD)
Trattamento con terapia tradizionale vs fitoterapia.
Studio pilota di fase 1
Autori
Manfredo Tedesco, Cesare Bologna, Domenico Parlavecchio, Lucio Strusi.
Responsabile dello studio
Dr. Manfredo Tedesco Specialista in Chirurgia Generale, Diagnostica Vascolare
INTRODUZIONE
L’uso di fitoterapici in pazienti affetti da IVC e SAD è stato largamente indagato soprattutto per singoli componenti più conosciuti e attivi ai fini terapeutici.
Tra queste sostanze ricordiamo la Centella Asiatica, l’Hamamelis Virginiana, la Calendula Officialis,l’Aesculus Ippocastanum ecc. (per l’IVC ); e la Matricaria Camomilla, la Valeriana Officinalis, il Papaver Rhoeas, la Melissa Officinalis ecc ( per la SAD ).
Le miscele di composti Fitoterapici possono garantire, in presenza di patologie croniche, un effetto curativo maggiore, ma, ed è questo l’obiettivo dello studio, possono agire da sinergizzanti con altri farmaci a dosi variabili senza cge l’effetto dei due farmaci venga ridotto o amplificato sino ad essere tossico.
Per tali ragioni abbiamo iniziato nel 1997 uno studio clinico in collaborazione tra l’O.A.S.I.X e la BIODIAGNOSTICA CE.MA.al fine di valutare la tollerabilità e l’efficacia di un trattamento Fitoterapico aggiuntivo a quello tradizionale in un gruppo consecutivo di pazienti con patologia venosa cronica e neuropschiatrica lieve.
Al progetto, oltre al Direttore Sanitario della BIODIAGNOSTICA CE:MA: Dott. M.Tedesco e Dott. C. Bologna, hanno collaborato il Dott. Ricciotti in qualità di Biosatistico, il quale ha preparato lo schema di randomizzazione dei pazienti e la valutazione statistica finale e l’Amministratore della O.A.S.I.X. Domenico Parlavecchio.
MATERIALI E METODI
Il protocollo di studio ha previsto i seguenti criteri d’inclusione, comuni ai due gruppi ( Gruppo I – IVC; Gruppo II – SAD )
-Età > 18 aa 70 aa
-Consenso informato del paziente;
-Assenza di patologie neoplastiche trattate nell’ultimo semestre;
-Assenza di patologie acute ( ad esempio Trombo-flebiti o crisi ansiose acute);
-Assenza di trattamenti in corso con anticoagulanti (dicumeralici ecc..)
-Assenza di chemioterapia in corso;
-Sono stati altresì esclusi dallo atudio i paziente che non hanno effettuato almeno 4 dei 6 controlli clinici e strumentali previsti.
Il controllo clinico e strumentale ha previsto sempre:
-Esame clinico
-Doppler venoso degli arti inferiori
-Bio-Test
-Digitoscopia
-Vega – test
ed è stato condotto ogni due mesi.
I Fitoterapici usati ( totalmente forniti gratuitamente dalla O.A.S.I.X.) sono stati:
-Gruppo I (IVC) : GINKGOASIX PLUS CPS E GINKGOASIX GEL
-Gruppo II ( SAD ) : TENSOASIX FORTE CPS ed HYPERICOASIX CPS
Il dosaggio iniziale del GINKGOASIX PLUS è stato di 3 cps/die con successivi aumenti di 1/3 ogni tripletta di pazienti fino ad un massimo di 15 cps/die per paziente.
Stesso dosaggio e stessa modalità di “escalation dose “è stato usato per TENSOASIX FORTE e per HYPERICOASIX.
Ogni due controlli clinici i pazienti eseguivano, oltre a quello base, un prelievo ematico per stabilire l’assetto ematologico, renale ed epatico.
I gradi di tossicità usati sono stati conformi a quelli internazionali della WHO.
L’efficacia invece veniva valutata non solo da una valutazione soggettiva del paziente ma dell’analisi comparata con DIGITOSCOPIA, BIO-TEST, VEGA-TEST e VELOCIMETRIA DOPPLER.
La sospensione del trattamento è stata imposta se compariva leucopenia (G.B.< 2500 ), piastrinopenia ( PLT < 100000 ),diarrea ( > G3 ),vomito ( >G3 ), coliche addominali o cefalea persistente.
Questi gradi di tossicità sono stati considerati validi per entrambi i gruppi di studio.
RISULTATI
Dal febbraio 1997 al settembre 1999 sono stati reclutati, per entrambi gli studi 128 pazienti su 140 previsti dal disegno statistico. Nove pazienti di questi (7%) sono stati esclusi perché non conformi ad i criteri d’inclusione o perché durante i controlli sono stati considerati inaffidabili per una valutazione obiettiva.
Valutabili quindi sono complessivamente 119 pazienti di cui 59 (49.5%) appartenente al Gruppo 1 (IVC) e 60(50.5%) al Gruppo 2 (SAD).
GRUPPO 1:
L’età media dei 59 pazienti in studio è risultata pari ai 52aa (min 19, max 68aa).
• Trentanove erano femmine (66%), 20 invece maschi (34%) con un rapporto di 2 : 1 tra femmine e maschi.
Quasi tutti i pazienti hanno completato l’osservazione clinico-strumentale previste dallo studio (6 controlli), solo l’11.8% dei casi (7 pazienti) hanno eseguito dai 4 ai 5 controlli.
Il trattamento aggiuntivo con GINKGOASIX PLUS è stato eseguito in 28 pazienti (47,4%) mentre 31 che hanno proseguito il trattamento tradizionale (52.6%). Quest’ ultima è consistita in DEFIBROTIDE al dosaggio di 400 mg/die. I risultati in termini di efficacia e tollerabilità dei farmaci in studio sono riassunti nella tabella 1.
Tabella 1: GRUPPO 1 (IVC)
Tollerabilità ed efficacia a confronto tra i due sottogruppi randomizzati.
|
I a DEFIBROTIDE+
GINKGOASIX FORTE |
I b DEFIBROTIDE |
P |
N° pazienti |
28 (47.4%) |
31 (52.6%) |
N.S. |
Miglioramento soggettivo (%) |
53.5% (15) |
51.6%(11) |
N.S. |
Miglioramento oggettivo (%) |
46.4% (13) |
35.4%(11) |
N.S. |
Stabilità sintomatologia (%) |
35.7% (10) |
41.9%(13) |
N.S. |
Peggioramento (%) |
17.9% (5) |
22.7%(7) |
N.S. |
Tossicità (%) |
10.7%(3)** |
12.9%(4)* |
N.S. |
**2 casi di epigastralgie regredite con terapia medica aggiuntiva ed 1 caso di vomito (G2) in paziente portatrice di calcolosi della coleciste. In quest’ultimo caso la sospensione del trattamento è stata parziale per complessivi 5 giorni.
*Epigalstralgia in tutti e 4 i casi.
Nessuno dei casi trattati nei due sottogruppi ha avito la necessità di sospendere definitivamente il trattamento.
GRUPPO 2:
L’età media dei pazienti appartenenti a questo gruppo (60 casi) è risultata di 48aa (min 22 max 70). Quarantadue sono risultate femmine (70%) e 18 maschi (30%). In questo gruppo tutti i pazienti hanno completato l’osservazione clinico-strumentale.
Il trattamento aggiuntivo (TENSOASIX FORTE) ed (HYPERIOASIX) è stato eseguito in 32 casi (53.3%) mentre quello tradizionale nei restanti 28 (46.7%). Quest’ultimo è consistito in DIAZEPAN al dosaggio di 5 mg x 2/die.
Anche per questo gruppo di studio i risultati sono stati riassunti in tabella (tabella 2 ).
TABELLA 2: GRUPPO 2 (SAD)
Tollerabilità ed efficacia a confronto tra i due sottogruppi randomizzati.
|
II a
diazapen+tensoasix f. hypericoasix |
II b
Diazepan |
P |
N° pazienti |
32 (53.3%)) |
28 (46.7%) |
N.S. |
Miglioramento soggettivo (%) |
62.5% (20) |
39.2% (11) |
0.01 |
Miglioramento oggettivo (%) |
56.2% (18) |
46.4% (13) |
N.S. |
Stabilità sintomatologia (%) |
31.2% (10) |
28.5% (8) |
N.S. |
Peggioramento (%) |
12.6% (4) |
25.1% (7) |
0.07 (N.S.) |
Tossicità (%) |
15.6% (5)** |
10.7% (4)* |
N.S. |
**In 4 casi è comparsa diarrea (G2), in 3 di questi il dosaggio massimo di fitoterapici (30 cps/die tra TENSOASIX e HYPERICOASIX) ha determinato una riduzione del dosaggio del 30% (20 cps/die) con un ripristino della normalità.
*Cefalea muscolo-tensiva, trattata con terapia medica.
In questo gruppo è stato necessario sospendere per 10 giorni il trattamento fitoterapico e successivamente ridotto del 30% fino a completamento dello studio.
Conclusioni
I risultati raggiunti da questo studio pilota hanno dimostrato la fattibilità ed una tollerabilità del fitoterapico in entrambi i gruppi di studio.
Non sono state raggiunte differenze statisticamente significative nei vari sottogruppi randomizzati se messi a confronto con i risultati obiettivi.
Infatti un miglioramento obiettivo si è avuto nel gruppo 1 (rispettivamente 46.4% dei casi nel sottogruppo 1° e 35.4% in quello 1b).
Forse un maggior numero di casi avrebbe portato alla significatività statistica.
Non era comunque nei nostri obiettivi iniziali mettere a confronto i due tipi di trattamento. Nel gruppo 2, invece, la significatività statistica è stata raggiunta (p = 0.01) nel confronto tra il miglioramento soggettivo del sottogruppo 2°a “versus” il sottogruppo 2b (62.5% vs 39.2%). Tale significatività statistica non è stata però avvalorata dai risultati clinico-strumentali, anche se tendenzialmente il sottogruppo 2°a si è gioviato maggiormente del trattamento aggiuntivo fitoterapico.
I risultati più importanti però sono da riferirsi alla mancanza di tossicità gravi tali da sospendere il trattamento definitivamente.
In conclusione, quindi, possiamo affermare che il sinergismo terapeutico della fitoterapia è risultato non solo tangibile ma, soprattutto in pazienti con sensibilità alterata da stati emozionali, ha notevolmente aumentato il valore terapeutico della fitoterapia è risultato senza risultare tossico.
Sarebbero necessari ulteriori studi con un numero di pazienti maggior per meglio definire reale valore terapeutico dei fitoterapici, anche messi a confronto da soli e quindi senza terapie aggiuntive.